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Apprendimento cooperativo e prove INVALSI

Lunedì 13 aprile, per il progetto A Porte Aperte, organizzato dal CeSeDi, con cui collaboro ormai da dieci anni, ho ospitato in classe due insegnanti che desideravano vedere come si utilizza l’Apprendimento cooperativo in classe. Non è stata la prima volta e forse anche per questo i bambini non erano intimoriti, ma si sono dimostrati sereni e accoglienti.

In questa occasione ho adattato alcuni quesiti di geometria (Spazio e figure) tratti dalle prove INVALSI di quinta somministrate nell’anno 2012 – 2013 per capire se con una modalità cooperativa se è possibile utilizzare tali prove come strumento di apprendimento piuttosto che di diagnosi. La modalità cooperativa scelta prende il nome di “Giro di tavolo simultaneo” per il fatto che un gruppo di quattro bambini lavora simultaneamente sugli stessi quesiti. Il tutto si svolge in tre fasi: la prima individuale durante la quale ogni bambino risponde individualmente ai quesiti proposti; la seconda fase è un momento di confronto tra i quattro componenti di ciascun gruppo; la terza fase è un controllo finale, ricco di discussione, con la partecipazione di tutta la classe.

La parte finale di un lavoro cooperativo consiste nella Revisione, ovvero un momento di riflessione su come si è svolto il lavoro.

Di seguito riporto alcune risposte date a due delle quattro domande date per tale revisione. Credo siano osservazioni molto significative, perché mettono bene in evidenza il tipo di clima, di classe, le motivazioni, i risultati da raggiungere, le aspettative dei singoli. Nel caso in cui ci sia necessità di capire o di approfondire conoscenze rispetto al metodo usato, è possibile scrivere all’autore di questo blog.

Una cosa che ho imparato

 

Ho imparato a ragionare.

Ho imparato che anche le risposte dei compagni possono essere giuste.

La cosa che ho imparato è a rispettare le persone.

Ho imparato a collaborare in gruppo.

Ho imparato a capire il mio errore.

Ho imparato che bisogna ascoltare anche le opinioni degli altri.

Ho imparato a non accontentarmi della prima risposta.

Una cosa che ho imparato è che non è necessario finire sempre primi

 

Una cosa per cui sono contento di questo lavoro

Sono contenta perché sono stata in gruppo con delle persone con cui non riesco a stare quasi mai.

Ho imparato a ragionare, perché prima non ragionavo tanto.

Sono contento di aver lavorato con i miei compagni.

Credo di essere migliorata in geometria.

Ora sono più sicura di quello che faccio.

Sono contenta di questo lavoro perché tutti hanno tirato fuori delle idee.

Sono contento di non aver fatto una catastrofe e di aver lavorato con la mia testa.

 Carmelo

Pubblicato il 18/4/2015 alle 7.50 nella rubrica Diario.

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